Da qualche tempo, in coincidenza con il diffondersi del grande
fenomeno della globalizzazione, con i suoi vari riflessi in campo sociale, economico
e culturale, il dibattito sulla relazione fra economia ed etica, tra mercato e
solidarietà, fra felicità e denaro si è molto sviluppato, diventando uno degli argomenti
più diffusi ed approfonditi del nostro tempo.
La Chiesa
cattolica, economisti, sociologi, moralisti e filosofi hanno dedicato mille
ricerche a questo ambito della vita e dell'esperienza quotidiana, con l'intento
positivo di portare a galla la problematicità della materia, non facilmente
inquadrabile dentro schemi omogenei e validi una volta per tutte.
Il fatto è che il nostro tempo porta con sé situazioni che
ci permettono di riconoscere che l'ingiustizia economica uccide più delle
bombe, semina guerre e tensioni sociali, alimenta la povertà e l'esclusione
sociale. Per dirla con una frase un po' abusata, anche nel nostro tempo i
ricchi diventano sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri, non solo nel confronto
a livello mondiale, ma anche all'interno degli stessi Paesi a benessere sociale
diffuso, anche in Trentino. Si può addirittura osservare che molto del disagio
familiare oggi dipende anche dalle cattive condizioni economiche delle famiglie
stesse.
Come coniugare allora
giustizia ed efficienza, diritti
dell'uomo e produzione di ricchezza, profitto
e solidarietà? Come ripensare culturalmente la nostra identità, in modo da
riuscire a coniugare le esigenze di mercato e la nostra missione di banca di
credito cooperativo?
Sono queste le domande che hanno guidato il percorso di
incontri con i soci che, come da qualche anno avviene,
la Cassa Rurale di
Aldeno e Cadine è solita svolgere nei mesi autunnali, andando proprio nelle
realtà che compongono il suo territorio di riferimento, per proporre una
riflessione divenuta sempre più impegnativa, anche perché nel corso degli
ultimi anni sono cresciute sensibilità e visioni diverse rispetto al passato che
da una parte, complicano la situazione e, dall'altra, premono per nuove prese
di coscienza rispetto ai grandi temi presenti sul tappeto.
Ad esempio, come ricorda Zygmund Bauman, acuto osservatore
di questo mondo complicato, dal punto di vista sociale il consumatore ha preso
il posto del produttore nell'interesse del mercato; a sua volta il mondo della
finanza è diventato più importante del mondo dell'impresa; c'è anche, diffuso,
il sospetto che l'altruismo non sia altro che un egoismo mascherato e stenta a
scomparire l'idea, tutta moderna, che il mercato sia una zona eticamente
neutrale.
Quattro sono stati gli interrogativi, a cui abbiamo cercato
di rispondere con l'aiuto di relatori dalle competenze professionali diverse,
ma complementari ed utili ad affrontare in maniera profonda tematiche davvero
composite. Con Diego Schelfi,
Presidente della Federazione Trentina della Cooperazione, nel teatro di Aldeno
affollato anche dai soci delle altre esperienze di cooperazione presenti nella
zona, si è affrontato il tema del futuro della cooperazione trentina fra radici
locali e prospettive globali: si tratta di evoluzione o di involuzione? A
Trento, proseguendo la riflessione avviata ad Aldeno, è stato affrontato il
tema del rapporto fra comunità, credito e benessere, chiedendosi con l'aiuto del
Professor Luigino Bruni, docente di
Economia politica presso l'Università di Milano-Bicocca e di Michele Dorigatti, responsabile dell'Ufficio
Studi della Federazione Trentina della Cooperazione, se i soldi facciano
veramente la felicità.
Potrebbero sembrare domande retoriche, ma, in realtà, sono
state l'occasione per condividere un'approfondita riflessione su che cosa
significhi oggi fare credito in modo cooperativo e non è stato casuale il fatto
che tale tema, affrontato, in una serata ad esso dedicata, con passione dal Professor Carlo Borzaga, docente
universitario presso la facoltà di Economia dell'Università di Trento, abbia
portato ad affidare la conclusione del percorso di incontri a don Marcello Farina, sacerdote e
docente di filosofia, che ha provocato soci ed amministratori sul tema del
rapporto fra economia e solidarietà, chiedendosi e chiedendo ai presenti se
potessero essere sentieri per relazioni umane nuove.
Tale conclusione è parsa quasi un ritorno all'esperienza di
don Lorenzo Guetti, alla genesi del movimento cooperativo, ma anche alla Genesi
biblica, al momento in cui Dio domandò a Caino dove si trovasse Abele e Caino,
adiratosi, replicò con un'altra domanda: “sono
forse io il custode di mio fratello?”.
Il maggior filosofo della nostra epoca, Emmanuel Levinas,
osserva che da quella rabbiosa domanda
di Caino ebbe inizio ogni immoralità. In effetti, nel momento in cui si
mette in discussione tale dipendenza, domandando ragione, come fece Caino, del
perché si dovrebbe prendersi cura degli altri, in quello stesso momento si
abdica dalle proprie responsabilità e, quindi, anche dall'etica. La dipendenza
dal fratello, come ci dice una ricca riflessione contemporanea, è ciò che fa di
me un essere morale: dipendenza e morale o esistono insieme o non esistono. Il rapporto
positivo tra economia ed etica passa, quindi, attraverso questo connubio.
Mercato e solidarietà potranno andare d'accordo solo se anche “l'altro” che
abita la società potrà trovare cittadinanza dentro il sistema di produzione e
di distribuzione di beni. Riusciremo a tenerlo sempre presente?
FOTO DELL' INCONTRO